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Mens sana in corpore “sano”

Pierre Decoubertin, pedagogista francese, diceva: “l’importante non è vincere ma partecipare”.

Io e il signor Pierre non siamo mai andati d’accordo; personalmente sono più vicino alle parole di Vincent Lombardi,coach di football americano, che dice: ”vincere non è tutto, è l’unica cosa”. Certo bisogna anche saper perdere ed accettare un eventuale sconfitta ma se non si scende in campo per provare a vincere per me questo non è sport.

Ho sempre desiderato praticare sport ad alto livello perchè come avrete capito sono un agonista e un competitivo , ma a causa della mia disabilità ho avuto non poche difficoltà a trovare lo sport adatto a me .Il mio desiderio si è esaudito nel marzo del 2006 quando durante una manifestazione alla quale partecipavo in qualità di spettatore, si avvicinarono a me alcuni componenti dell’Albalonga, una squadra di wheelchair hockey. Questi mi chiesero se mi sarebbe piaciuto giocare con loro perché stavano cercando nuovi giocatori. Io fui entusiasta della cosa perchè sentivo che si stava per avverare un mio grande desiderio. In realtà il primo impatto con la squadra non fu come mi aspettavo.

La maggior parte dei miei compagni soffrivano di distrofia muscolare, una grave malattia degenerativa che porta gradualmente alla perdita della forza e della mobilità; non avendo mai avuto contatti con altre disabilità provai quasi un senso di “rigetto” nel confronto con questa realtà, perchè pensai che quei ragazzi non potessero offrirmi nulla dal punto di vista sportivo nè tanto meno da quello umano. Credevo stupidamente che la loro vita si riducesse solo a questo sport, e devo ammettere che c’era molta arroganza in questo mio pensiero.

Durante gli allenamenti però una persona catturò la mia attenzione più delle altre per il suo carattere taciturno e burbero; mi colpiva soprattutto il fatto che mandasse tutti a quel paese. Non so perchè ma vidi in lui qualcosa di speciale, e volevo capire cosa c’era dietro il suo comportamento.

Col tempo vedendolo allenarsi capii che per lui l’hockey era un occasione di riscatto ai danni della distrofia che oggi credo stia pian piano accettando. A Fastidius (potete immaginare perchè fosse stato soprannominato cosi) devo molto perchè mi ha fatto capire la bellezza e l’agonismo di questo sport;  siamo diventati grandi amici e nei suoi momenti di sconforto lo sport è l’arma per prendere per il “culo” la sua malattia. Io spero tanto che si sblocchi anche con le ragazze e non rimanga succube della propria condizione perchè lui ha tante qualità , deve solo trovare il modo di farle emergere.

Da parte mia ho capito che, a differenza del mio pensiero iniziale, loro sono veramente forti e io veramente scarso! Io cerco da parte mia di motivare tutti e di caricarli, cerco di fare gruppo ma a volte ho l’impressione di non servire a nulla alla squadra …

So che le informazioni che vi ho dato sono poche, ma un’idea ve la sarete pur fatta, dunque che ne pensate?? Comunque non smetterò mai di ringraziare i miei compagni dal primo all’ultimo perchè ognuno di loro mi ha dato e continua a darmi qualcosa. Una menzione particolare va al mio capitano nonchè mio amico, che mi è stato vicino in quest’ultimo periodo… ragazzi che dire….. BUONA LETTURA ASPETTO I VOSTRI COMMENTI E CONSIGLI!!!!!!!

Il Vostro Baghi

5 Comments
  1. Federico permalink

    Io caro Baghi, amo lo Sport, amo la competizione e la sfida con l’avversario, ma non riesco ad entrare nell’ottica che “Vincere sia la sola cosa”, ma questo è un mio limite.

    Leggendo le tue parole si capisce quanto lo Sport ti abbia aiutato e continui ancora a farlo, ma la cosa che più mi ha colpito è quanto lo Sport, da solo, senza parole, sia riuscito a far abbattere quei pregiudizi che erano presenti nella tua mente! Le tue parole sono una forte testimonianza di quanto tu sia una Persona, differentemente dai pensieri e classificazioni che la società vi assegna, tu avevi pregiudizi e vedevi “diversi” quelli che ora sono i tuoi compagni di squadra, fino a che non hai capito che anche loro erano Persone.

    Leggendo capisco che tu non sia fortissimo nella tua squadra, a livello tecnico/tattico, ma so per certo che il tuo contributo è importante per tutti loro. Quando si è in una squadra il singolo potrà vincere solo se l’intera squadra funziona, tu sei parte dell’Albalonga, la tua assenza la sentirebbero e sarebbe una situazione negativa per tutti!!!

    Grinta Baghi, Grinta!!!

  2. Elisa permalink

    Caro Baghi,
    proprio la storia che hai scritto mi fa dire che vincere non è tutto.
    Penso che lo sport sia uno dei modi più belli che abbiamo per stare insieme ad altre persone, per crescere, per conoscere meglio noi stessi ed i nostri limiti. Lo sport è anche sacrificio, impegno e permette a chi lo pratica di imparare ad affrontare le difficoltà, è una palestra in cui forgiare sì il corpo ma anche lo spirito.
    Sono d’accordo sul fatto che bisogna dare tutto sul campo e non darsi mai per vinti ma alla fine ci sono cose più importanti del risultato sportivo in sé e per sè.
    Tu, grazie allo sport, hai conosciuto persone che adesso ringrazi perchè sono state di esempio per te soprattutto sul piano umano, e proprio per questo motivo mi viene da dire che non conta solo vincere.
    Se poi parliamo di sport di gruppo, come il wheelchair hockey, il ruolo che ogni componente della squadra gioca è di fondamentale importanza indipendentemente da chi scende in campo e chi no. Le grandi squadre devono per forza avere un gruppo unito e tutti devono sentirsi protagonisti anche se per gran parte della stagione restano seduti in panchina. Se un attaccante segna è anche per merito tuo perchè già solo accettando la panchina senza fare storie lo hai messo in una condizione psicologica di forza (senza contare quanto poi puoi aver fatto come motivatore).
    In una squadra tutti sono indispensabili ed è importante è che tu dia sempre il massimo perchè un giorno ti potrebbe capitare di essere nei panni dell’attaccante che segna tanto e di sicuro ti farà piacere avere un compagno in panchina che crede in te, ti da suggerimenti, ti incoraggia e vedrai che ai tuoi occhi lui sarà fondamentale, non lo vedrai di certo come uno che non serve a nulla alla squadra!

    Ciao!

  3. Lorenzo permalink

    Caro Baghi, come avrai avuto modo di capire, anche io amo moltissimo lo sport.
    Preferisco, gli sport individuali, anche perchè, le uniche discipline sportive che amo volley (anche se amo guardare rigorosamente il femminile ) e calcio a causa della mia disabilità, non riesco a praticarlo in prima persona.
    Non devi pensare che il tuo utilizzo part-time in campo non sia utile alla squadra, tocca a te dimostrare al tuo allenatore, di meritare un maggiore minutaggio in campo.
    Il posto da titolare va guadagnato sul campo, attraverso grandi prestazione, anche nei pochi minuti che il mister ti concede.
    Non pensare che adesso sia tutto da gettare alle ortiche , essere dei buoni motivatori non è da tutti….e poi arriverà anche il tuo momento!!!!

    Lorenzo

  4. ilaria permalink

    :D Lorè tutti servono in squadra dal primo all’ultimo .. siete una squadra fantastica <3 i miglioriii!!! ;)

  5. At last! Someone who udnrestands! Thanks for posting!

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